L’avvio e la perdizione

Tu sei l’avvio e la perdizione

Tu sei l’avvio e la perdizione,
il suono di muscoli sconsolati
e ripresi, nelle funzioni
primordiali,
come a imitare
un battito d’ali,
una fuga vincente
e clandestina.

Fuga da una tappa
di clausura stanca
per una nuova libertà
(non libera) ma

se quello che dici
si riversa
sul calice che mi fai bere,
io non so se sono
lieta di farti da schiava
o piuttosto infelice
– come nelle altrui prigioni,
quando altri costringono
i miei passi –.

Arrivi al giogo infinito del mio corpo
e lo sostieni come fosse libellula felice
pronta a partire per altri slanci
ma quello che solo riesco a dirti è che
solo tu ne hai la chiave, il laccetto,
lo scioglicatene ombroso,
tu, ombra di madre
e ombra di fratello,
non padre e non figlio, tu,
nuovo muscolo
dentro di me.

(Il libro è esaurito, ma alcune poesie si possono leggere nell’antologia Sud. Viaggio nella poesia delle donne, a cura di Bonifacio Vincenzi, Macabor, 2017, altre sono state segnalate nel blog di poesia della Rai, altre ancora si trovano in antologie di Perrone e una è diventata una canzone grazie al musicista Giuseppe Dolce)